Coppo ‘Piero Coppo’ Riserva del Fondatore 2013

102,30

Il più raro. Un numero limitatissimo di bottiglie dedicate a Piero Coppo, fondatore dell’azienda. Questa prestigiosa Riserva è prodotta solo nelle annate di eccezionale valore qualitativo. Il più longevo. Oggi è ancora possibile stappare bottiglie di oltre vent’anni, senza che presentino il minimo cedimento qualitativo.

Affinamento: 
9 mesi in barriques sui lieviti con frequenti batonnages, seguiti da 99 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti
Sboccatuta: 2022

Aspetto:

Versando il vino, si presenta di un bel giallo paglierino , che si scurisce leggermente con l’invecchiamento, mostrando riflessi dorati . Il perlage (bollicine) è fine e persistente , formando una delicata spuma nel bicchiere, a testimonianza della lunga fermentazione secondaria e della sua qualità.

Naso (Aromi):

Al naso, questa Riserva del Fondatore offre un profilo aromatico complesso e in continua evoluzione. Le prime impressioni includono:

  • Note fruttate: la pesca gialla matura è al centro della scena, eventualmente accompagnata da sentori di gelso o anche da un tocco di frutta scura simile alla Ribena .
  • Eleganza floreale: delicate note di gelsomino e l’aroma luminoso e leggermente mielato della ginestra si intrecciano con la frutta.
  • Complessità derivata dai lieviti: i 99 mesi di permanenza sui lieviti hanno indubbiamente conferito un carattere significativo. Aspettatevi aromi di crosta di pane appena sfornato , sottili note di lievito e una crescente ricchezza che ricorda la crème fraîche .
  • Sfumature terziarie: Con l’invecchiamento, emergono intriganti aromi terziari. Si percepiscono sentori di citronella e altre erbe vietnamite , e un’iniziale mineralità simile al petrolio , segno di un elegante invecchiamento negli spumanti di alta qualità.

Palato (Gusto):

Il primo sorso rivela l’ acidità fresca e vibrante del vino , una caratteristica distintiva che si è mantenuta notevolmente nel tempo. La denominazione “Brut” sarà evidente nella sua secchezza , sebbene il lungo affinamento sui lieviti contribuisca a conferire una consistenza cremosa e armoniosa al palato. Potresti trovare:

  • Echi fruttati: le note di pesca gialla percepite al naso riappariranno probabilmente al palato, forse con un’espressione leggermente più matura e sfumata.
  • Sottofondo minerale: una distinta nota metallica o di selce , simile a quella che si può trovare in un Viognier, potrebbe aggiungere un tocco di complessità e fascino.
  • Struttura e corpo: il blend di Pinot Nero e Chardonnay, unito al lungo invecchiamento, conferisce una buona struttura e un senso di corpo che va oltre un semplice spumante.
  • Finale persistente: il finale è lungo e persistente , con una sapidità rinfrescante (salinità) e una piacevole e fine nota amara che invita a un altro sorso. Il complesso gioco di note fruttate, di lievito e minerali lascerà un ricordo indelebile.

Quando bere: 2024/2032

 

 

Solo 1 pezzi disponibili

Descrizione

Coppo è una delle più antiche realtà vitivinicole a conduzione famigliare presenti in Italia: venne fondata nel 1892 da Piero Coppo in Piemonte, a Canelli, patria dello spumante italiano. Un personaggio eccentrico, rinomato per le sue qualità di degustatore e per la sua mania per il dettaglio, sia in vigna che in cantina. Nel 1913 Piero sposò Clelia Pennone, erede dell’omonima cantina, e così la Coppo si espanse, aggiungendo alla cantina situata a Canelli anche le strutture dell’azienda Pennone; proprio in questi ambienti, a partire dal diciottesimo secolo, furono scavati a mano cunicoli e gallerie, oggi conosciute come “Cattedrali Sotterranee”, la cui bellezza e particolarità sono state tutelate dall’Unesco come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Nel corso del ventesimo secolo le vendite di bottiglie aumentarono, trainate anche dalle esportazioni estere verso Sud America e USA. La storia dell’azienda Coppo però, non è fatta solo di pagine felici: nel 1948 due violente alluvioni si abbatterono su Canelli, devastando la cantina e lasciando a Luigi, figlio di Piero, l’onere di fronteggiare un momento davvero difficile. Luigi però non si abbatté, e con grande determinazione e caparbietà iniziò a ricostruire, acquistando nuovi macchinari e adottando tecnologie all’avanguardia. Tra il 1970 e il 1980 la terza generazione, composta da Piero, Gianni, Paolo e Roberto, si dedicò alla sperimentazione con la produzione di spumante, e confermò la tradizione migliorando i vini rossi, tra cui spiccano soprattutto Barolo e Barbera, proposta sia nella celebre versione “Pomorosso” che “Camp du Rouss”. Oggi la Coppo si estende su circa 52 ettari, conducendo i vigneti con pratiche biodinamiche e di agricoltura integrata, producendo 400.000 bottiglie; la direzione è affidata a Massimiliano e Luigi, esponenti della quarta generazione che hanno trasportato la cantina nel nuovo millennio, con forme di comunicazione più giovani e dinamiche. Armonia, eleganza, precisione e qualità: ecco le quattro virtù che si ritrovano in tutte le etichette targate Coppo

Informazioni aggiuntive

Carta dei Vini

,

Produttore

Anno

Vitigni

Gradazione

Paese

Regione

Formato