Giacomo Bologna – Barbera d’Asti Docg. “BRICCO DELL’UCCELLONE” 2021
56,80€
Il vino proviene da un singolo vigneto in leggera pendenza sopra Rocchetta Tanaro, chiamato Bricco dell’Uccellone, dal nome di un’anziana donna del posto che teneva sempre d’occhio i vigneti, vestita di nero. Qui, vecchie viti crescono su terreni aridi e calcarei che producono basse rese ma un raccolto altamente concentrato. Con instancabile dedizione, la famiglia Bologna raccoglie l’eredità di Giacomo Bologna, che è giustamente descritto come il padre della moderna Barbera d’Asti. Il 2021 è iniziato con una primavera fresca, seguita da un’estate calda e stabile che ha garantito una maturazione lenta e uniforme. Le uve sono state raccolte a mano in perfette condizioni, seguite da una lunga macerazione e 12 mesi di affinamento in barrique francesi.
Colore rubino intenso con un cuore viola, un’indicazione silenziosa della concentrazione di questa eccezionale Barbera. Il bouquet è lussureggiante e multiforme: ciliegia scura, mora, prugna matura, oltre a sentori di liquirizia, cannella, violette appassite e tabacco pregiato. Al palato, la pienezza del frutto maturo e la succosa acidità si fondono con una struttura di tannini morbidi e maturi. Il finale è lungo, caldo e delicatamente saporito. Bricco dell’Uccellone è sinonimo della rinascita della Barbera dagli anni ’80: un vino di fama mondiale che dimostra come questo vitigno raggiunga la sua inconfondibile grandezza tra eleganza e potenza sotto cure esperte. INFO WINE IN CITY
“Il Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone 2021 è ricco di frutti rossi scuri, caffè espresso, liquirizia, cuoio nuovo, cioccolato, mentolo e rovere nuovo. Il Bricco dell’Uccellone è ricco e corposo e fa una bella figura. Questa Barbera inebriante e meditabonda della famiglia Bologna ha molto da offrire.” VINOUS/ANTONIO GALLONI
“Colore rosso granato di media intensità, trasparente, con unghia leggermente più chiara. Al naso è molto limpido e pulito, con piacevoli aromi fruttati di ciliegia matura e frutti di bosco, oltre a sentori di crosta di pane e leggere note balsamiche. Al palato è molto succoso, con tannini fitti, bella struttura e un tenore alcolico del 16% ben integrato, con un finale molto lungo.” FALSTAFF
“I sapori di prugne, more e pan di frutta sono avvolti da rovere nuovo con spezie dolci. Vivace e setoso, si consolida e offre una gamma di tannini densi nel lungo finale. Cammina sul sottile confine tra potenza ed eleganza.” WINE SPECTATOR
“Una Barbera complessa e seducente, con aromi multistrato di liquirizia, violette dolci, terra, cuoio, amarene e prugne. Di corpo medio-pieno, con sentori di corteccia di quercia e grafite, con complessità affumicata, tannini vellutati e acidità vivace ma integrata. Finale lungo, cioccolatoso e caldo.” JAMES SUCKLING
“Questo è un vino importante, ricco di complessità e profondità, ma al suo interno è pura gioia. Aromi di lamponi e amarene schiacciati e riscaldati dal sole si fondono con timo fresco, mentre chiodi di garofano, anice e cannella ravvivano il naso. Il palato, ben strutturato, è una danza tra frutti di bosco freschi e conservati, accompagnati da una vivace acidità. Spezie saporite, erbe aromatiche e pepe bianco persistono sul finale, rivelando un vino serio ma che vuole solo divertirsi.” WINE ENTHUSIAST
Quando bere: 2025/2040
Disponibile
Descrizione
La storia di Braida si lega a quella di Rocchetta Tanaro, piccolo centro del Monferrato astigiano.
“Il mio paese non è una sorpresa, son dieci vigne, sei case, una chiesa”: sono parole dello chansonnier Paolo Frola, che è anche il medico condotto di Rocchetta. La canzone fu scritta con Gianni Mura, bevendo la Barbera di Rocchetta. Di quelle dieci vigne cantate da Frola, alcune sono Braida. Erano di nonno Giuseppe, poi sono passate a papà Giacomo, adesso le coltivano Giuseppe e Raffaella Bologna. L’azienda nasce dall’entusiasmo, la passione e il coraggio imprenditoriale di un rocchettese “Doc”, Giacomo Bologna.
“Braida” era il soprannome che il padre di Giacomo, Giuseppe Bologna, di professione carrettiere, si era conquistato giocando a pallone elastico, per via della sua somiglianza con campione di questo sport. Dal padre Giacomo eredita, insieme al soprannome, l’amore per lo sport e per i cavalli e un ampio vigneto di Barbera sulle colline di Rocchetta.
1961
Prima vendemmia de La Monella.
Il 1961 è la data della prima vendemmia della Barbera del Monferrato vivace “La Monella” che Giacomo Bologna decise di imbottigliare. Nel 1969 Giacomo presentò il suo vino al Concorso nazionale dei vini Douja d’Or di Asti vincendo la medaglia d’oro che gli consentiva di partecipare gratuitamente alle fiere di Genova, Torino e Milano dove si confrontò con altri produttori sul tema della Barbera.
1982
Bricco dell’Uccellone: la rivoluzione della Barbera.
Dall’inizio del 1982 Giacomo iniziò a sperimentare la sua idea innovativa di accoppiamento Barbera – barrique: l’annata era eccezionale; quando il vino, il Bricco dell’Uccellone, uscì dalle barrique, arrivò in Italia l’enologo californiano André Tchelistcheff che lo approvò, decretandone il successo. Altri due vini Barbera nacquero in quegli anni nella cantina di Rocchetta Tanaro: nel 1985 il Bricco della Bigotta e, nel 1989, l’Ai Suma, ottenuto da una vendemmia tardiva delle uve (fine di ottobre.) Le tre riserve Braida vengono prodotte solo nelle annate migliori.
E così sino ai tempi nostri, con acquisizione di altri vigneti a la nascita di nuovi vini, sempre all’insegna della qualità e della innovazione
Informazioni aggiuntive
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