Giacomo Bologna – Barbera d’Asti Docg. “AI SUMA” 2021

70,50

Ai Suma è l’emblema della Barbera d’eccezione di Braida: ai Suma, che in dialetto piemontese significa “Ce l’abbiamo fatta”, è nato nel 1989 da una fortunata coincidenza: una vendemmia tardiva che ha conferito al vino un’enorme maturità e complessità. Da allora, la Barbera di punta di Braida è stata vinificata solo in annate eccezionali, da uve raccolte a mano da vecchie viti in vigneti soleggiati intorno a Rocchetta Tanaro. L’annata 2021 ha beneficiato di un ciclo vegetativo armonioso: una primavera mite, mesi estivi caldi ma equilibrati e una vendemmia asciutta e soleggiata che si è protratta fino a ottobre inoltrato. Queste condizioni hanno permesso una vendemmia tardiva con acini perfettamente maturi che caratterizzano il vino. Un’attenta fermentazione è seguita dal classico periodo di affinamento di circa 15 mesi in barrique francesi, seguito da un più lungo periodo di riposo in bottiglia, che porta struttura e sapore in piena armonia.

“Colore rosso rubino medio, trasparente, con riflessi granati. Naso molto intenso, fruttato e speziato, con sentori di ciliegia e prugna mature, liquirizia e note tostate, con sentori di cuoio e cioccolato fondente. Al palato è succoso e fruttato, molto armonico, con una buona struttura tannica e un finale lungo.” Falstaff

“Un vino rosso saporito e terroso, con corpo medio-pieno, tannini decisi e un carattere fruttato ricco ed esuberante. Si percepiscono sentori di ciliegia scura, prugna, spezie macinate, cacao e cedro affumicato. Denso e persistente.” James Suckling

“Aromi di prugne, more, cioccolato, tabacco da pipa speziato e terra caratterizzano questo vino rosso denso e corposo. Il finale è compatto e robusto, con un sentore di mandorla amara. Questo vino migliora con l’aria, quindi decantatelo ora o lasciatelo invecchiare per qualche altro anno.” Wine Spectator

“L’Ai Suma, un gioiello raro prodotto solo nelle annate più eccezionali, è un paradosso nel bicchiere. Questa Barbera opaca da vendemmia tardiva può sembrare imponente, ma è un vino da coccolare, con composta di more, violette appassite, anice stellato e vaniglia fresca che si fondono armoniosamente. Lussureggiante e avvolgente, è un concentrato di potenza ma con moderazione, grazie a tannini ben strutturati e un’acidità accattivante.” Wine Enthusiast

Valutazioni:     Falstaff   93/100      Wine Enthusiast   95/100    Doctor Wine   94/100

Wine Spectator   92/100    Luca Maroni   93/100    James Suckling   92/100

Quando bere:  2026/2044+

 

Disponibile

Descrizione

La storia di Braida si lega a quella di Rocchetta Tanaro, piccolo centro del Monferrato astigiano.
“Il mio paese non è una sorpresa, son dieci vigne, sei case, una chiesa”: sono parole dello chansonnier Paolo Frola, che è anche il medico condotto di Rocchetta. La canzone fu scritta con Gianni Mura, bevendo la Barbera di Rocchetta. Di quelle dieci vigne cantate da Frola, alcune sono Braida. Erano di nonno Giuseppe, poi sono passate a papà Giacomo, adesso le coltivano Giuseppe e Raffaella Bologna. L’azienda nasce dall’entusiasmo, la passione e il coraggio imprenditoriale di un rocchettese “Doc”, Giacomo Bologna.

“Braida” era il soprannome che il padre di Giacomo, Giuseppe Bologna, di professione carrettiere, si era conquistato giocando a pallone elastico, per via della sua somiglianza con campione di questo sport. Dal padre Giacomo eredita, insieme al soprannome, l’amore per lo sport e per i cavalli e un ampio vigneto di Barbera sulle colline di Rocchetta.

1961

Prima vendemmia de La Monella.
Il 1961 è la data della prima vendemmia della Barbera del Monferrato vivace “La Monella” che Giacomo Bologna decise di imbottigliare. Nel 1969 Giacomo presentò il suo vino al Concorso nazionale dei vini Douja d’Or di Asti vincendo la medaglia d’oro che gli consentiva di partecipare gratuitamente alle fiere di Genova, Torino e Milano dove si confrontò con altri produttori sul tema della Barbera.

1982

Bricco dell’Uccellone: la rivoluzione della Barbera.
Dall’inizio del 1982 Giacomo iniziò a sperimentare la sua idea innovativa di accoppiamento Barbera – barrique: l’annata era eccezionale; quando il vino, il Bricco dell’Uccellone, uscì dalle barrique, arrivò in Italia l’enologo californiano André Tchelistcheff che lo approvò, decretandone il successo. Altri due vini Babera nacquero in quegli anni nella cantina di Rocchetta Tanaro: nel 1985 il Bricco della Bigotta e, nel 1989, l’Ai Suma, ottenuto da una vendemmia tardiva delle uve (fine di ottobre.) Le tre riserve Braida vengono prodotte solo nelle annate migliori.

E così sino ai tempi nostri, con acquisizione di altri vigneti a la nascita di nuovi vini, sempre all’insegna della qualità e della innovazione.

Informazioni aggiuntive

Carta dei Vini

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Vitigni

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