Elio Grasso-Barolo Docg. “GAVARINI VIGNA CHINIERA ” 2000

89,30

La vinificazione del Barolo Gavarini Chiniera prevede la fermentazione alcolica in serbatoi d’acciaio inox a temperatura controllata, con rimontaggi giornalieri. Effettuata la fermentazione malolattica, il vino si affina in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri. Dopo l’imbottigliamento, normalmente in agosto, il Barolo Gavarini Chiniera riposa in cantina per 8-10 mesi prima di essere commercializzato.

Stephen Tanzer:

“(Da terreno sabbioso e gessoso) Rosso intenso. Aromi più profondi di lampone, amarena, rosa appassita e mentolo. In bocca più pieno, più ricco e più denso, con frutta che macchia il palato. Il vino è la solida spina tannica e gli acidi sani gli danno un’impressione più importante di struttura. Finisce con tannini piuttosto seri e avvolgenti e sembrava andare in un guscio nel bicchiere. Questo richiederà più tempo per arrivare rispetto alla Ginestra relativamente avanti. (Enoteca internazionale di Stephen Tanzer, novembre/dicembre ’02)

 

Valutazioni:        Wine Spectator   93/100      Stephen Tanzer   92/100     Cellar Tracker   92/100

 

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Descrizione

I vigneti proprietà della nostra famiglia, da sempre costituiscono il patrimonio della nostra azienda, in un’area che è sempre stata considerata ad alta vocazione, come testimonia l’inserimento dei nostri vigneti nella mappa delle migliori vigne realizzata dal grande storico Lorenzo Fantini agli inizi del secolo scorso.

Siamo in Piemonte, a Monforte d’Alba, ed è qui che i 18 ettari di proprietà aziendale sono condotti allevando uve di nebbiolo, barbera, dolcetto e chardonnay, dalle quali vengono ricavati vini che possono essere definiti come un concentrato di cultura, territorio e tradizioni.

La scelta è stata quella di vinificare e imbottigliare separatamente, a partire dal 1978, le uve di proprietà, così che l’azienda agricola potesse trovare uno spazio proprio in un mercato dove operavano già bravi viticoltori. In cantina, le strumentazioni tecnologiche sono delle più moderne, anche se la gestione rimane puramente artigianale.
Anche in vigna, la politica dei piccoli passi è cominciata con progressivi reimpianti di nebbiolo, barbera e dolcetto e, dal 1986, anche di un piccolo appezzamento di uva non autoctona, lo chardonnay, “educandola” a essere espressione del terroir in cui è stata introdotta.
Con una media annua di circa 90mila bottiglie, ogni processo produttivo viene meticolosamente controllato, partendo dalla supervisione del lavoro tra i filari fino ad arrivare all’imbottigliamento finale. Nascono in questa maniera vini in grado di coniugare carattere ed equilibrio, solidità e aderenza territoriale: etichette che ormai da anni hanno fatto della cantina di Elio Grasso una delle realtà più autorevoli e prestigiose della terra di Langa.

Informazioni aggiuntive

Carta dei Vini

Produttore

Anno

Vitigni

Gradazione

Paese

Regione