• Elena Walch – Alto Adige Doc. PINOT BIANCO 2023

    12,90

    TERROIR
    Vigneti con forte pendenza composti da terreni leggeri con tessiture calcaree e
    porfiriche. Un’interessante sinergia si crea tra la freschezza dei terreni posti in
    altitudine fino ai 900 m s.l.m. e le zone più calde ad un’altezza media di 250m
    s.l.m. Raccolta a mano con cernita attenta.

    VINIFICAZIONE
    Le uve vengono pressate in maniera soffice ed il mosto subisce la chiarifica statica.
    Successivamente viene fermentato in serbatoi d’acciaio ad una temperatura
    controllata di 20°C. Il vino poi affina per alcuni mesi sui propri lieviti in contenitori
    inox

    DEGUSTAZIONE
    I brillanti riflessi giallo paglierino del Pinot Bianco rivelano un delicato bouquet,
    che spazia dalle note fruttate di mela ad un delicato sentore di erbe. Al palato
    colpiscono la sua elegante pienezza, la mineralitá e la vivace acidità che sfocia in
    persistente freschezza.

    • Potenziale di invecchiamento: 4 – 6 anni

    Valutazioni:    Non ci sono ancora recensioni critiche per questa annata.

    Quando bere:   2024/2029

  • Elena Walch – Vigneti delle Dolomiti Igt. MULLER THURGAU 2023

    12,60

    TERROIR
    Vigneti esposti a sudest e sudovest tra i 350 e 650 m s.l.m. su medie altitudini
    con terreni calcarei, e vene argillose e sabbiose. Raccolta a mano.

    VINIFICAZIONE
    Le uve vengono pressate in maniera soffice ed il mosto subisce la chiarifica
    statica. Successivamente viene fermentato in serbatoi d’acciaio ad una
    temperatura controllata di 18°C. Il vino poi affina per alcuni mesi sui propri lieviti
    in contenitori inox.

    DEGUSTAZIONE
    Il Müller Thurgau si presenta in una tenue veste color giallo paglierino e colpisce
    con la sua aromaticità intrigante, le sue piacevoli note di erbe aromatiche, noce
    moscata e accenni di albicocca. La freschezza del vino conferisce gioventù e
    delicata struttura ad ogni sorso.

    • Potenziale di invecchiamento: 4 – 6 anni

    Valutazioni:    Non ci sono ancora recensioni critiche per questa annata.

    Quando bere:   2024/2029

  • ESAURITO

    Cascina Cà Rossa – Roero Arneis Docg. “MERICA” 2021

    8,40

    Il MERICA è prodotto con l’Arneis, un vitigno autoctono piemontese originario del Roero. Il vino è di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Vinificato e affinato in acciaio, il vino è fresco e beverino. Il suo bouquet floreale e fruttato lo rende delicato e gradevole. Al naso si ritrovano infatti tenui sentori di fiori bianchi, gialli e note di frutta fresca quali pesca, melone e papaya, mentre in bocca, la sapidità spiccata tipica del vitigno ne sottolinea la sua persistente mineralità.

    ABBINAMENTO
    Eccellente come aperitivo ma si abbina molto bene ad antipasti di pesce, a minestre di cereali e verdure e primi piatti di mare. Da provare anche con tomini, robiola alla griglia e formaggi freschi.

    Quando bere: 2022/2025

  • Elena Walch – Vigneti delle Dolomiti IGT. “ROSE’ 20/26” 2022

    16,00

    Puntualmente, all’inizio della stagione estiva, il nostro Rosé 20/26 si presenta in una veste nuova, per essere festeggiato. Raccolto con 20 Babo di valore zuccherino e fermentato a 26°C il suo nome rispecchia amore per il dettaglio e attenta vinificazione. Grazie all’eleganza del Pinot Nero, la morbidezza del Merlot ed alla potenza del Lagrein, ed una vinificazione “saignee” danno vita ad un rosé elegante dal gran carattere, che con la sua morbidezza e finezza al palato crea un equilibrio perfetto.

    VINIFICAZIONE
    I tre vitigni vengono pressati e vinificati insieme sin dall´inizio, secondo il classico metodo “saignée”: il mosto rimane brevemente a contatto con le bucce fino a raggiungere un delicato colore rosé. La gradazione zuccherina al momento della raccolta è di 20° Babo. La fermentazione avviene in serbatoi inox ad una temperatura controllata di 26°C.

    “Il Rosé 20/26 si presenta in una veste chiara di color cipolla, elegante, fresco, fruttato con note di lampone e fragola insieme ad un accenno di agrumi al naso. Aperto al palato questo vino di facile beva si rivela sorprendentemente fresco, elegante, simpatico e socievole rivelando un finale giovane e stimolante.”
    Tramin, gennaio 2022

     

    • Potenziale di invecchiamento: 2 – 4 anni

    Valutazioni:    Non ci sono ancora recensioni critiche per questa annata.

    Quando bere:   2022/2025

  • Giovanni Rosso – BARBERA d’ALBA DOC. 2020

    12,70

    Il Barbera d’Alba di Giovanni Rosso è stato prodotto a partire da uve 100% Barbera raccolte tra l’inizio e la metà del mese di ottobre nei vigneti aziendali situati nel territorio di Serralunga d’Alba (CN). La vinificazione si è svolta interamente in vasche di acciaio inox è ha compreso una fase di fermentazione alcolica della durata di 10-15 giorni con rimontaggi giornalieri e délestage di metà periodo. L’affinamento è avvenuto in botti di rovere da 50 ettolitri per alcuni mesi.

    Il Barbera d’Alba di Giovanni Rosso si presenta alla vista di un colore rosso rubino con riflessi porpora. All’olfatto esprime profumi di frutti di bosco che si intrecciano a sentori floreali di glicine e rosa e a lievi note erbacee. L’assaggio è piacevole ed equilibrato, esaltato da una freschezza vibrante che persiste nel finale.

     

    Valutazioni:      Non ci sono ancora valutazioni critiche per questa annata.

    Quando bere:  No info

     

  • ESAURITO

    Giacosa Fratelli – Barbera d’Alba DOC. “BUSSIA” 2021

    12,20

    Dalla sottozona Bussia, nei terreni della Cascina Canavere nel comune di Monforte, hanno origine le uve di questo vino. Fermenta con le bucce e si affina in botti da 60 ettolitri.

    Il colore rosso rubino, la freschezza dei sentori di frutta e di pasticceria, il gusto lineare e sapido rendono questo vino raffinato ed elegante.

    Colore: rosso rubino intenso.
    Profumo: vinoso, intenso, fruttato.
    Sapore: asciutto, fresco in bocca per l’acidità; invecchiando si affina ed armonizza le proprie caratteristiche.

    Valutazioni:      Non ci sono ancora Valutazioni per  questa annata.

    Quando bere:  No info

  • Torraccia del Piantavigna – Nebbiolo Alto Piemonte DOC. “RAMALE” 2018

    17,70

    Le uve per il Ramale provengono dai migliori vigneti sulle colline di Ghemme, fuori dall’area D.O.C.G., ma ricevono le stesse cure e attenzioni. L’affinamento di questo vino è inferiore a quello del Ghemme, ma i 36 mesi di passaggio in legno lo rendono seppur di più facile approccio, e con la possibilità di essere apprezzato ancora più giovane, in alcune annate si mantengono per molti anni. È un vino ricco e di corpo, con molto carattere; ha un colore rosso rubino profondo, al naso presenta frutti rossi maturi, viole e note speziate

    Invecchiamento: almeno 3 anni in botti di rovere francese di Allier di media capacità e grandi botti di rovere di Slovenia
    Affinamento: almeno 6 mesi in bottiglia

    Colore: rosso rubino carico. L’unghia aranciata si presenta solo dopo anni d’invecchiamento
    Profumo: profumo di frutta rossa matura, di piccoli frutti e di viola, con note speziate
    Sapore: sapido, asciutto, tannini morbidi, acidità presente ma garbata
    Temperatura iniziale di servizio suggerita: servire a 16-17° C, in bicchieri a calice, stappando la bottiglia qualche minuto prima
    Accostamento gastronomico: Molto versatile dalle carni rosse, formaggi e salumi stagionati. Primi piatti importanti

    Valutazioni=  Non ci sono ancora recensioni per questo prodotto

    Quando bere=    2022/2028

  • Tenuta dell’Ornellaia – Toscana Bianco IGT. “POGGIO ALLE GAZZE DELL’ORNELLAIA” 2020

    39,70

    Poggio alle Gazze dell’ Ornellaia deve il suo elegante stile mediterraneo al microclima unico della tenuta. Questo autentico dono della natura permette di produrre un vino, ottenuto in prevalenza da uve di Sauvignon Blanc, che vanta una struttura sontuosa e note fruttate mature combinate in uno stile di grande eleganza.

    Vinous-Antonio Galloni

    Il Poggio Alle Gazze 2020 è un bianco brillante e aromatico da bere ora e nei prossimi anni. Fiori bianchi, salvia, menta, pera e agrumi sono tutti finemente delineati. C’è grande energia e concentrazione. Il Sauvignon Blanc è piuttosto espressivo nel 2020. 

    Robert Parker
    “L’Ornellaia 2020 Poggio alle Gazze dell’Ornellaia è una miscela bianca deliziosamente fresca e tonica composta principalmente da Sauvignon Blanc integrato da Vermentino e Viognier. Sgorga dalla bottiglia con luminosità cristallina e mostra una gamma completa di sapori varietali dal lime all’erba citronella , fiore bianco e acacia. Nonostante la calda stagione vegetativa, l’acidità del vino è vibrante e brillante.”

    James Suckling

    “Il carattere di pompelmo e pesca bianca è molto vivace in questo bianco giovane, con un sottofondo di limone piccante. È di corpo da medio a corposo con acidità croccante e un finale saporito. Continuo a pensare alle ostriche mentre lo assaggio! ”

    Valutazioni:

    James Suckling   93/100      Robert Parker   92/100        Antonio Galloni     92/100

    Quando bere:   2022/2025

  • Villa Sparina – Gavi del Comune di Gavi DOCG “MONTEROTONDO” 2018

    41,90

    Il Monterotondo è il Cru di Villa Sparina ottenuto da ricche e complesse uve provenienti da una storica zona di proprietà favorevolmente esposta.
    Vinificato separatamente e con procedure artigianali, il Monterotondo regala al palato quelle caratteristiche che rendono unico il sodalizio Cortese-Territorio: freschezza, mineralità, sapidità, acidità, nerbo,
    longevità ed eleganza. Le straordinarie qualità di questo vino bianco si esaltano con l’invecchiamento.
    Tutte le annate, dal 1997 a oggi, sono un delizioso viaggio nei sapori di un territorio unico.

    Il Gavi Monterotondo di Villa Sparina si presenta di colore dorato con una bella lucentezza e una buona consistenza. Al naso si apre con sentori di pera e agrume, poi subentrano note di spezia di particolare eleganza. Gusto aristocratico, profondo, con richiami minerali e burrosi . L’acidità è ancora grintosa e il finale è piacevolmente sapido e fruttato. Infinito.

    Valutazioni:  Falstaf   91/100

    Quando bere: 2022/2028

  • La Spinetta – Colli Tortonesi Doc. Derthona Timorasso “PICCOLO DERTHONA” 2020

    22,30

    Minerale, intenso, irresistibile

    Da un antico vitigno autoctono piemontese, nasce il Timorasso La Spinetta. Un vino di straordinaria struttura e sorprendente longevità. Le delicate note di idrocarburo suonano in concerto con sentori agrumati e floreali, che ritornano all’assaggio.

    VARIETÀ D’UVA

    Timorasso 100%

    VIGNETO DI PRODUZIONE

    Vigne nei comuni di Montemarzino e Montegioco

    Vinificazione
    Diraspatura e pressatura soffice; a seguire, fermentazione alcolica in piccoli serbatoi
    d’acciaio a temperatura controllata. Il vino viene lasciato a riposare sulle sue fecce
    nobili per circa 8 mesi, per essere poi filtrato e messo in bottiglia, dove rimane in
    affinamento per ulteriori 3 mesi

    Note di degustazione
    Colore: giallo paglierino con riflessi dorati
    Profumo: sentori di bergamotto, erbe aromatiche e miele d’acacia
    Gusto: al palato è estremamente elegante e coinvolgente; le note minerali si
    intrecciano ai sentori di cedro e piccoli fiori bianchi che confluiscono
    in un finale ampio e persistente.

    TEMPERATURA DI SERVIZIO

    10/13° C

    CALICE CONSIGLIATO

    Burgundy

  • ESAURITO

    Coppo – Metodo Classico Brut “PIERO COPPO” Riserva del Fondatore 2009

    89,40

    Il bollicine Brut Metodo Classico “Piero Coppo – Riserva del Fondatore” dell’azienda Coppo affina 9 mesi in barriques e successivamente 90 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti. Ha una produzione molto limitata di bottiglie ed è dedicato al fondatore Piero Coppo. Questo prestigioso metodo classico viene prodotto solo nelle annate di eccezionale valore qualitativo e vanta una incredibile longevità, tanto che oggi è ancora possibile stappare bottiglie di oltre vent’anni, senza che presentino il minimo cedimento qualitativo. Grandioso

    Dalla grande complessità minerale e dalla struttura imponente è di colore giallo paglierino, con riflessi dorati che si fanno brillanti, perlage fine e persistente. I profumi sono fruttati con accenni di crosta di pane e minerali. Al palato è fresco, cremoso, elegante ed armonico, ma austero e potente.

    Valutazioni:    Non ci sono ancora recensioni critiche per questa annata.

     

  • Borgo Maragliano-Metodo Classico Brut Nature “CUVEE’ GERMANA BELTRAME”

    26,40

    L’evoluzione dello spirito e dell’anima… un vino generato da più millesimi che prima del Tiraggio maturano in cantina in vasche di acciaio inox espressione della nobiltà generata da un vitigno magico che dopo anni di affinamento è capace di donare stupore, piacere, sorpresa. Sunto di più vendemmie vinificate e maturate separatamente e assemblate in funzione delle loro caratteristiche solo prima del lungo percorso in bottiglia che durerà 36 Mesi. Una sfida all’ultimo respiro per mettere a dura prova la Terra, la Vite e la capacità dell’uomo di interpretarle. Durante la permanenza in bottiglia il vino subisce evoluzioni alternate a involuzioni, figlie dei più millesimi utilizzati per comporre la Cuvée. Acidità, contenuti minerali, note aromatiche, polifenoliche in una magica combinazione in grado di sorprendere il pensiero. Un Brut Nature ottenuto dalla combinazione di vendemmie giovani e pungenti con vendemmie lontane molto più evolute in grado di rendere omaggio e rispetto al cultivar Chardonnay.

    Perlage fine ed intenso, spuma persistente avvolgono un colore paglierino leggero con ancora riflessi verdognoli; il profumo è strutturato con sensazioni di frutta, erbe aromatiche e miele che esalta la natura dello Chardonnay. Bella entrata in bocca che lo rende molto seducente, lungo e armonioso. Il gusto è parte principale di questo Blanc de Blancs in quanto esprime le vere caratteristiche di una grande uva in un territorio molto ostile.

     

     

     

  • Borgo Maragliano-Metodo Classico Brut Nature “GIUSEPPE GALLIANO” 2016

    19,20

    Il metodo classico “Giuseppe Galliano” è prodotto con 80% di chardonnay e il 20% di pinot nero. I vini ottenuti da questi due vitigni, ad aprile dell’anno successivo a quello della vendemmia, vanno a costituire il vino base che viene messo in bottiglia, dove, dopo lo zuccheraggio e l’immediata aggiunta di lieviti della partita, compie la rifermentazione. Ultimato questo processo che origina la caratteristica spuma, segue la maturazione sui lieviti che dura circa 4 anni (48 Mesi). Terminata questa sosta, le operazioni di “illimpidimento” e “sboccatura” lo preparano al consumo, che avviene dopo circa cinque anni dalla vendemmia.

    Perlage fine ed intenso, spuma persistente avvolgono un colore paglierino compatto; il profumo è complesso con ormai lontani ricordi di frutta, piacevoli presenze di lievito e crosta di pane, mandorla e confetto. Accattivante impatto gustativo gradevolmente concluso da una sensazione amarognola.

     

     

     

  • Chateau Pichon Longueville – Bordeaux-Pauillac-Deuxieme Grand Cru Classé “COMTESSE DE LALANDE” 2000

    398,00

    Trattativa Riservata

    A bordeaux, e non solo, è stata un’annata straordinaria. L’andamento climatico è stato ottimale per ottenere vini di eccezionale consistenza e equilibrio, donando una longevità che nei migliori vini dovrebbe durare sino alla terza decade o addirittura alla quarta del 2000.

    Note K&L
    95 punti, Jane Anson per Inside Bordeaux: “Al momento amo l’annata 2000 a Pauillac, perché finalmente ha finalmente iniziato ad ammorbidirsi e ad aprirsi. Questo è un ottimo esempio di cosa troverai se apri la cima Pauillac di questa annata in questo momento, note di mora, cassis, cedro speziato e liquirizia che ci si aspetta dalla denominazione, con tannini ancora robusti e sempre presenti ma che ora lasciano trasparire il frutto, anche tocchi di sigaro e tabacco mostra che le cose stanno iniziando davvero ad ammorbidirsi. Testardo per anni ed è ancora un tono abbastanza severo nel complesso, non il più generoso dei profili, ma questo è un ottimo e classico Pauillac.   (07/2021)

    Wine Advocate-Parker
    Seduto accanto al mio ex collega, Pierre Antoine Rovani, in una delle degustazioni, ha commentato che non gli piaceva la nota verde sorprendente negli aromi di questo vino, che non ho rilevato affatto, e una bottiglia successiva a neanche un altro assaggio lo ha rivelato. Penso che ci sia un accenno di foglia di alloro e una carnosità. In breve, trovo che questo sia un Pichon Lalande spettacolare. Di colore viola intenso, con un sacco di caffè, moka, creme de cassis e note di cioccolato, questa è una miscela alquanto insolita di 50% Cabernet Sauvignon, 34% Merlot e un enorme Petit Verdot 10%, con un po’ di Cabernet Franco. Il Petit Verdot dona sicuramente al vino più una tapenade, una nota floreale, che penso possa essere interpretata da alcuni come erbacea. Questo è un Pichon Lalande ricco, opulento e sorprendente che sta iniziando a bere magnificamente, ma dovrebbe continuare a migliorare per almeno altri 10-15 anni e durare 30 o più anni.

    James Suckling
    Amo il naso di cedro e frutta, con sentori di tabacco dolce e prugne. Pieno e rotondo, con un frutto piuttosto denso e un finale lungo e setoso. Complesso e bello. Potresti berlo adesso, ma io aspetterei comunque. Questo continua ad evolversi nel bicchiere, mostrando note di porcini. Questo potrebbe essere il nuovo 1982. (4/2012)

    Wine Spectator
    Questo ha pronunciati aromi di alloro e cespuglio di cassis che conferiscono un sacco di vigore pepato ed erbaceo, ma questo non è certo sul lato magro poiché c’è un sacco di note di ribes e frutti di mora meravigliosamente puri al centro. Il finale è elegante e scintillante mentre una nota di ferro prende il sopravvento. (JM) (6/2016)

    .

    Valutazioni:      Robert Parker   96/100     Wine Spectator   96/100

    .                                 Wine Entusiast    96/100        James Suckling   95/100

    Quando bere:  2015/2050

    Dato il loro valore, le bottiglie di pregio come questa non sono soggette a eventuali promozioni.

  • Chateau Palmer – Bordeaux/Margaux 3eme Grand Cru Classe “CHATEAU PALMER” 2000

    390,00

    Trattativa Riservata

    A bordeaux, e non solo, è stata un’annata straordinaria. L’andamento climatico è stato ottimale per ottenere vini di eccezionale consistenza e equilibrio, donando una longevità che nei migliori vini dovrebbe durare sino alla terza decade o addirittura alla quarta del 2000.

    Wine Advocate-Parker :
    Degustato allo Château Palmer vertical di Londra, lo Château Palmer del 2000 è stato chiuso per diversi anni, ma sembra che stia finalmente aprendo. Di colore intenso, al naso rimane una leggera cova, anche se perde le sue inibizioni e sviluppa potenti aromi di mora, fragola e menta, forse solo una sfumatura di canfora. All’ingresso è spudoratamente ricco: intenso e vibrante con strati di amarena e frutti di cassis trafitti da una sottile linea di acidità. Questo millennial stringe tutto verso il finale, dopodiché torna a qualcosa di molto più classico nello stile, lungo e resistente. Non occupa proprio la stessa classe del 2005 o del 2010 imperiale, ma ha certamente un potenziale a lungo termine. Il mio consiglio? Dagli altri 4-5 anni in cantina. Degustato maggio 2015.

    Valutazioni: Robert Parker   98/100   Wine Spectator   97/100

    .                                 Vinous/Antonio Galloni    96/100        The Wine Cellar Insider   96/100

    Quando bere:  2012/2045

    Dato il loro valore, le bottiglie di pregio come questa non sono soggette a eventuali promozioni.

  • Chateau Leoville-Las Cases – Bordeaux-Saint-Julien Deuxieme Grand Cru Classe in 1855 “GRAND VIN DE LEOVILLE” 2000

    461,00

    Trattativa Riservata

    A bordeaux, e non solo, è stata un’annata straordinaria. L’andamento climatico è stato ottimale per ottenere vini di eccezionale consistenza e equilibrio, donando una longevità che nei migliori vini dovrebbe durare sino alla terza decade o addirittura alla quarta del 2000.

    100 punti James Suckling

    Un classico Las Cases con masse di carattere minerale, floreale e mirtillo. Pieno e gommoso, con tanta potenza. Sta solo aprendo ora. (4/2014)

     

    100 punti Wine Spectator

    Assolutamente fantastico. Questo è uno dei rossi giovani più eccitanti che ho assaggiato da molto, molto tempo. Mostra aromi intensi di frutti di bosco, ribes e minerali, con sentori di menta. Corposo e ricco di frutta e tannini, il suo lungo finale è fine e setoso. Un punto di riferimento per l’annata. Las Cases ha sempre voluto ottenere la qualità della prima crescita in un’annata di prim’ordine, e sicuramente l’ha fatto nel 2000. *Da collezione, classificato n. 5 nella Top 100 dei vini del 2003* (JS) (3/2003)

     

    99 punti Jeb Dunnuck

    Il Leoville Las Cases 2000 è un altro vino brillante e, come la maggior parte degli anni 2000, sembra essere solo ora alle prime fasi della sua finestra di bevanda. Frutti neri fumosi, pietrisco, matita di piombo e note di mentolo emergono tutti da questa bellezza brillante e di successo che sa ancora come se avesse solo 5-6 anni. Splendidamente concentrato, maturo, sexy e senza cuciture, ha l’eleganza classica e la qualità regale di questo fronte e centro di questo dominio. Ha altri 3-4 decenni di longevità. (6/2019)

     

    Decanter da 98 punti

    Ora avvicinandosi a due decenni, questo sta iniziando ad ammorbidirsi e aprirsi, portando le spezie esotiche alla ribalta. Il colore inchiostro si traduce in frutti neri stretti con liquirizia, scatola di sigari, grafite e fumo di pistola grigliato. È ancora un po’ agguerrito nella sua struttura tannica, e ci vorrà ancora qualche anno per essere veramente accogliente, ma è chiaro che le uve hanno raggiunto la piena maturazione fenolica. Il pH invariabilmente basso a Leoville, spesso inferiore a 3,5 (come è qui), spiega la sua presa di ferro. L’ho assaggiato l’ultima volta nell’ottobre 2017 e da allora si è mosso a malapena di un centimetro, ma migliora notevolmente dopo un’ora nel bicchiere (e dopo essere stato doppiamente decantato), dandoti un’idea di quanta vita rimane davanti.  (JA) (10/2019)

     

    98 punti Wine Advocate di Robert Parker

    Assaggiato alla cieca come paragone vintage sulla verticale di Valandraud, il Leoville-Las-Cases del 2000 è un Saint Julien magistrale piuttosto favoloso che sta appena iniziando a mostrare i suoi muscoli. Ha un profumo molto intenso e ben definito con sentori minerali ricchi di mora e mirtillo, eccezionale concentrazione e armonia e rovere molto ben integrato. Al palato è di medio corpo con tannino fine, spina dorsale impressionante e concentrazione in situ. C’è un tocco di menta che infonde il frutto qui, una tensione superba con un tocco di gelso e Hoi Sin persistente sul finale che sembra ancora arretrato e nerboruto. Ciò che è stato straordinario è stato osservare il miglioramento nel bicchiere, raggiungendo un’energia e una delineazione meravigliose con il tempo, migliorando ancora dopo un paio d’ore. Compralo, mettilo in cantina, bevilo. (2/2017)

     

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    Valutazioni:      Wine Spectator   100/100        James Suckling   100/100 

    .                         Robert Parker   98/100                 Decanter    98/100

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    Quando bere:  2015/2060

    Dato il loro valore, le bottiglie di pregio come questa non sono soggette a eventuali promozioni.

  • Chateau Margaux – Bordeaux 1er Grand Cru Classé AOC “MARGAUX” 2001

    669,60

    Trattativa Riservata

    Château Margaux, la vendemmia del 2001 è stata una bella annata. In realtà è abbastanza simile alla 1999, essendo molto fine e possedendo una trama tannica che unisce tenerezza e armonia. Questo vino era già piacevole nella sua giovinezza, già armonioso, con uve perfettamente mature. Mostra un bouquet più fine e sviluppato con l’invecchiamento. Questo Château Margaux 2001 è un vero vino di piacere, con uno splendido potenziale di invecchiamento e un grande equilibrio

    Wine Advocate-Parker :

    Lo Chateau Margaux del 2001 continua ad evolversi in modo impressionante. Al naso si sente sensuale, virando verso la frutta rossa piuttosto che nera, con una purezza disarmante e forse mostrando un carattere più floreale/violaceo rispetto al 1999. Entrambi mostrano un’enorme precisione e delineazione. Al palato è di medio corpo, spigoloso e teso con una fresca acidità, così fresco e vitale in bocca. Degustato accanto allo Château Margaux del 1996, è chiaro che il 2001 è parecchio indietro, ma il modo in cui si apre con tanta sicurezza e brio sul finale assicura che questo abbia un futuro prospero. Degustato maggio 2016.

    Valutazioni: Robert Parker   94/100   Wine Enthusiast   96/100

    Quando bere:  2010/2045

    Dato il loro valore, le bottiglie di pregio come questa non sono soggette a eventuali promozioni.