GAJA – BARBARESCO DOCG. 2011
199,80€Colore rosso granato intenso con riflessi aranciati, note fruttate di frutti di bosco con sentori di viola e vaniglia. Gusto morbido e vellutato, armonico ed elegante




Il termine dialettale Sorì indica la porzione di pendio collinare esposto a sud, mentre Lorenzo è il santo protettore del Duomo della città di Alba, il cui beneficio parrocchiale fu proprietario fino al 1964 del vigneto successivamente acquistato dalla famiglia Gaja.
Il vigneto Sorì San Lorenzo si trova a pochi passi dal centro storico del Comune di Barbaresco.
La produzione di questo straordinario vino passa attraverso un processo di macerazione e di fermentazione in vasche di acciaio inox della durata complessiva di tre settimane, con una successiva maturazione protratta per due anni, il primo dei quali in barriques e un successivo periodo altrettanto lungo all’interno di grandi botti di legno. Il seguente affinamento in vetro produce il miglior risultato entro venti anni dall’imbottigliamento, e in grado di conservare i suoi caratteri ancora moltissimo tempo.
Robert Parker
Il Sori San Lorenzo 2009 di Gaja, è molto più tipico nella sua espressione. Strati di succose ciliegie scure, mentolo, spezie, catrame, liquirizia e grafite scorrono sul palato mentre questo vino potente e mascolino si apre nel bicchiere. Gli aromi ei sapori dell’infuso balsamico si sviluppano nel bicchiere, aggiungendo una notevole complessità e la firma di questo grande terroir, indiscutibilmente uno dei migliori del Piemonte. Scadenza anticipata: 2019-2039.
Wine Enthusiast
C’è sempre qualcosa di magico nel Sorì San Lorenzo di Gaja. È l’intensità e la pienezza del vino che penetra nella parte posteriore del palato e offre molti lunghi minuti di persistenza sul finale. Il profumo ricorda la frutta nera, il cuoio, le spezie, il catrame, la liquirizia e l’erba secca.
James Suckling
Sottile e ricco con aromi di lampone e mirtillo e tocchi anche di pesca e lavanda. Corposo, con intenso carattere di lavanda e spezie con aromi di cioccolato e frutta. Finale lungo, lungo.
Wine Spectator
Uno stile ricco e muscoloso, con aromi e sapori di amarena, prugna, fumo e spezie che fanno da padrone. Equilibrato e morbido, in uno stile moderno, che mostra raffinatezza e lunghezza sul finale.
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Nebbiolo dal carattere forte e austero, che prende il nome dall’omonimo vigneto “Sorì San Lorenzo” a Barbaresco, dal bel colore rosso granato, si presenta al naso con un bouquet fruttato molto concentrato, con sentori di mora e frutti di bosco, mirtillo e ribes, confettura di frutti rossi e sentori di caffè, liquirizia, spezie e frutta secca. Dal sapore caldo e morbido, con tannini importanti ma eleganti che gli regalano nobiltà e grande struttura, persistente, si abbina perfettamente con carni rosse alla griglia, selvaggina, preparazioni con il famoso Tartufo Bianco d’Alba e formaggi stagionati. E’ un vino che bel si presta al lungo invecchiamento
La vinificazione prevede fermentazione e macerazione in acciaio per circa venti giorni. Successivamente a questo processo il vino matura per 12 mesi in barrique e 12 mesi in botti grandi tradizionali.


La parola “Sorì” indica una collina esposta a sud. “Tildìn” era il soprannome della nonna di Angelo Gaja, Clothilde Rey. Era una visionaria che è stata determinante nell’acquisizione di alcuni dei lotti migliori per la tenuta di Gaja, oltre ad essere l’ispirazione dietro la continua ricerca di innovazione di Angelo.
Viola profondo. Aromi complessi di pane tostato, minerali, amarene, cedro e spezie.
Visualizza il profilo di degustazione più rotondo di tutti i vini monovite Gaja. Il corpo ricco, la trama sottile ei tannini fini e maturi sono tipici di questo vino di grande finezza, espressione per eccellenza della terra e del vitigno Nebbiolo. Questo vino ha un potenziale di invecchiamento straordinario: più di quarant’anni in annate eccezionali.
La vinificazione prevede fermentazione e macerazione in acciaio per circa venti giorni. Successivamente a questo processo il vino matura per 12 mesi in barrique e 12 mesi in botti grandi tradizionali.



Tra le tante geniali intuizioni di Angelo Gaja c’è sicuramente stata anche quella di capire per primo il potenziale di Bolgheri come territorio vinicolo già nel 1994.
Sino ad allora infatti tutti i produttori di Bolgheri si erano ritrovati qui per diversi motivi, ma nessuno era arrivato qua con l’obiettivo preciso di produrre grandi vini. Gaja come prima avventura al di fuori di Barbaresco e della Langhe sceglie proprio Bolgheri (e in contemporanea Montalcino). L’azienda viene fondata nel 1996 e si estende oggi su circa 80 ettari di vigneto nella DOC.
Wine Advocate di Robert Parker
Il Bolgheri Camarcanda 2010 è un vino eccezionale con un livello di intensità aromatica e integrità impossibile da esagerare. Il blend è Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, in quest’ordine di importanza. Il bouquet è impeccabile e raffinato, con profondi strati di marasca, cassis, mora essiccata e spezie che si staccano in rapida successione. La componente rovere è magnificamente integrata, impartendo note di cioccolato e tabacco che completano questo bellissimo ritratto della vinificazione toscana. Tieni questa bottiglia ancora per qualche anno. (10/2014)
James Suckling
Un delizioso rosso giovane di Bolgheri con frutti scuri freschi e un finale pulito. Corpo pieno e tannini fini. Leggermente gom-moso ma i tannini mostrano una bella trama. Questo vino ha ancora bisogno di tempo per ammorbidirsi in bottiglia. (3/2017)
Wine Enthusiast
Prodotto da Angelo Gaja nella sua tenuta nella Toscana costiera, questo blend di 50% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon e 10% Cabernet Franc porta con aromi di prugna, spezie e calde note tostate. Il palato strutturato ed elegante offre ribes nero e amarena sobri accentati con note di pepe nero e caffè insieme a tannini levigati. È ancora giovane e un po’ nervoso, quindi dagli il tempo di sviluppare il suo potenziale. (5/2014
Wine Spectator
Potente, che mostra sapori di ciliegia, mora, cedro e spezie di quercia. I tannini sono avvolgenti, ma tutti gli elementi si incastrano nel lungo finale. Il retrogusto è fresco, echeggiante di frutta e rovere tostato. (8/2014)


Tra le tante geniali intuizioni di Angelo Gaja c’è sicuramente stata anche quella di capire per primo il potenziale di Bolgheri come territorio vinicolo già nel 1994.
Sino ad allora infatti tutti i produttori di Bolgheri si erano ritrovati qui per diversi motivi, ma nessuno era arrivato qua con l’obiettivo preciso di produrre grandi vini. Gaja come prima avventura al di fuori di Barbaresco e della Langhe sceglie proprio Bolgheri (e in contemporanea Montalcino). L’azienda viene fondata nel 1996 e si estende oggi su circa 80 ettari di vigneto nella DOC.

